Le poesie di Antonella Ridoni
Biografia
Sono nata a Roma l’8 ottobre 1963. Diplomata in una scuola a indirizzo turistico, lavoro in un hotel.
Ho scoperto la poesia a scuola, studiando i poeti che hanno lasciato un segno nella letteratura italiana e straniera.
A 12 anni ho provato a far emergere quella forza che sentivo dentro e a mettere per iscritto le emozioni, componendo la mia prima poesia.
Ho continuato a scrivere, mettendo su carta le mie sensazioni legate agli avvenimenti della vita, agli affetti, a ciò che percepivo intorno.
A volte ho composto brani di fantasia, mettendomi alla prova nel comporre. Le poesie sono nate spesso in silenzio, su fogli lasciati tra armadi e cassetti.
Per un lungo periodo, presa dagli impegni lavorativi e familiari, ho lasciato indietro la mia passione di scrittrice. Ma una mattina mia figlia mi ha fatto trovare un libricino e una penna sul comodino con un biglietto nel quale mi invitava a riprendere a scrivere.
Così è stato. Spinta da amici e familiari ho iniziato a partecipare a concorsi di poesia, vincendone diversi con grande stupore e meraviglia.
Ogni mia poesia è per me un frammento d’anima, capace di evocare immagini immediate e autentiche, restituendo tutta la profondità emotiva di eventi lieti e dolorosi.
La volontà è quella di trasmettere un messaggio universale: l’amore è la radice comune di ogni esperienza umana.
Per me la poesia è la linfa vitale dei miei giorni.
Presentazione
La poesia di Antonella Ridoni nasce da un’emozione sincera che diventa parola essenziale.
Nei suoi versi affiorano memoria, affetti e gesti quotidiani trasformati in immagini delicate.
Una voce limpida che restituisce alla poesia la sua verità più semplice.
Poesie
Il senso dell’amore
Il senso dell’amore è nei sensi.
Nel cercare una mano e intrecciare le dita.
Nello scrutare uno sguardo profondamente
cercando il fuoco che arde nell’anima.
Nel respiro che freme in attesa di un bacio.
Il senso lo trovi nel soffio su castelli di carta,
per tornare dal mondo dei sogni,
trovando quello che hai desiderato sognato,
atteso, in braccia accoglienti.
L’amore senza senso lo trovi d’improvviso,
quando il respiro si ferma per un inatteso incontro.
Possiamo cercare ragioni per spiegare l’amore,
ma nessuna ha senso.
La sola credibile è nascosta al centro dell’emozione.
Nido
Ho tanta nostalgia di te,
mamma.
Tu avresti capito,
tu avresti ascoltato.
Mi sarei stesa sul letto accanto a te, al buio,
e ti avrei raccontato.
Ti avrei regalato le mie lacrime.
Avresti taciuto e piano mi avresti stretto la mano.
Io sarei stata di nuovo bambina, a casa,
nel nido caldo della vita.
Grappolo
Come un grappolo d'uva acerbo ero tra le tue mani.
Mi giravi verso il sole per vedermi matura,
ma non era il tempo.
Adesso ho acini pieni e scuri di succo dolce.
Mi tieni nel palmo, stupito,
mi guardi ancora con gli stessi occhi.
Innamorati fino in fondo.
Cerchi quel grappolo acerbo che ti dava la smania di mordere.
Temi di trovare l'aspro verde del tempo perduto.
Di scoprire acini appassiti.
Non credi che possa essere possibile avermi ancora come allora.
Sono cambiati i colori,
è arrivato l'autunno della vendemmia,
ma i semi, dentro, restano gli stessi.
Prima che arrivi l'inverno,
stringi forte quello che resta di me.
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Intervista alla poetessa
1. Nel tuo percorso c’è un momento decisivo: il libricino lasciato da tua figlia sul comodino. Quanto ha contato quel gesto nel riportarti alla poesia e nel modo in cui oggi vivi la scrittura?
E’ stato un momento importante perché ha segnato il momento nel quale ho preso coscienza che quello che scrivevo era veramente apprezzato da chi mi stava vicino e non solo per l’affetto, ma perché piaceva proprio quello che scrivevo. E’ stato un incoraggiamento e un punto di partenza per provare a ripartire e tirare fuori quello che avevo custodito nel tempo. L’ho portato con me in borsa e l’ho usato per fissare i pensieri, fino a che non ho terminato le pagine. Ne ho preso un altro, e un altro. Ne ho sempre uno pronto in borsa.
2. Descrivi ogni poesia come un “frammento d’anima”. In che modo questa dimensione intima si trasforma in un messaggio universale capace di parlare anche a chi non ti conosce?
Penso che i sentimenti nascosti nell’anima di ogni essere vivente siano uguali. Ogni anima suona e risponde quando riconosce questi sentimenti. L’arte fa vibrare la nostra anima. Accade con tutte le forme di arte: pittura, musica, scrittura.
3. Poesie come Nido custodiscono un legame profondo con la figura materna. Che ruolo ha la memoria degli affetti nella tua scrittura e nel modo in cui costruisci le immagini poetiche?
Le radici familiari sono state la spinta più importante per me. La mia vita è nata e cresciuta in una famiglia con i suoi legami, a volte conflittuali. Tutto ho trasformato in sensazioni da trasmettere ai miei figli e nipoti.
4. Ne Il senso dell’amore l’emozione diventa centro e origine di tutto. Per te, cosa rende l’amore una radice così potente da attraversare esperienze, età e momenti diversi della vita?
Io credo che il sentimento dell’amore sia universale: è un desiderio profondo che ci portiamo dentro. Ci muove verso le altre persone, oppure ci fa allontanare quando non lo ritroviamo, quando non è corrisposto. Tutti lo cerchiamo, tutti lo vorremmo sempre tenere ben stretto. La sua mancanza è il seme dei sentimenti negativi.
5. Hai scritto spesso “in silenzio, su fogli lasciati tra armadi e cassetti”. Che ruolo ha il silenzio nel tuo processo creativo e nella nascita delle immagini che poi diventano poesia?
E’ fondamentale ritrovare il proprio silenzio. Scrivo nel mio libretto, sempre con me, le idee o una frase che mi vengono in mente anche mentre guido, per esempio. Ma poi devo ritrovarmi in silenzio, dedicare il giusto tempo alle parole che vanno scelte con cura, ampliare il concetto iniziale, lasciare fluire la poesia, liberarla. Tutti abbiamo la poesia nel cuore. Leggere belle parole crea sintonia e benessere. A me piace tanto leggere belle parole. Quindi mi sforzo di cercarle anche io quando il foglio bianco mi guarda e accoglie la mia penna.
Lettura di Guido Pagliero
Presentazione curata da Progetto culturale Fondazione Casa delle Arti.



Le poesie di Antonella Ridoni custodiscono una sensibilità limpida, capace di trasformare emozioni intime in immagini che arrivano dritte al cuore.
RispondiEliminaUna voce autentica, che restituisce alla poesia la sua verità più semplice e più umana.
Grazie.
EliminaGrazie per aver condiviso con noi questi versi.
RispondiEliminaLa tua poesia apre uno spazio di riflessione autentico e offre immagini che restano.
È un contributo prezioso per il nostro percorso culturale.
Grazie.
EliminaChe bella storia!🤩 Tre minuti di leggerezza d'animo
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