Estate di un anno difficile di Cristoforo De Vivo




Estate di un anno difficile

La pandemia prima, altre malattie che ancora non si riescono a debellare, la guerra in Ucraina, Medioriente, con le sue conseguenze umanitarie ed economiche, la povertà che cresce, la natalità che cala. 

È sempre più difficile sperare. 

Eppure senza speranza si può forse sopravvivere, ma non certo vivere. Tenendo presente che la speranza non è ottimismo, non è il pensiero un po’ ingenuo che «andrà tutto bene» ma la fiducia che valga comunque la pena impegnarsi, a prescindere da come andranno a finire le cose. 

Perché gli esiti non sono mai nelle nostre mani!

L’estate, un periodo di vacanze, schiaccia pensieri.

In vacanza vicini di ombrellone due ragazzi, ascoltai attentamente quello che dicevano mentre ammiravo il mare davanti a me. Uso due nomi immaginari: Marco e Luca.

Marco: Guarda il mare, è così calmo. Noi invece corriamo sempre.

Luca: È vero. La società di oggi ci vuole sempre di corsa e sempre connessi al telefono.

Marco: Abbiamo mille amici sui social, ma poi ci sentiamo soli. Non sappiamo più parlare a voce.

Luca: Ci preoccupiamo solo di produrre e comprare cose. Ci dimentichiamo di vivere.

Marco: Almeno qui possiamo goderci il silenzio e rilassarci un attimo.

Luca: Hai ragione. Per oggi spegniamo tutto e guardiamo le onde.

Sembra il paradosso della vita umana, quando non si lascia spegnere dalla rassegnazione: la riuscita non è mai sotto il nostro controllo, eppure non si può fare a meno di tentare piccoli passi nuovi, lasciando andare abitudini che non ci fanno felici e al massimo ci rassicurano un po’, per rispondere, insieme, alle sfide che questo tempo ci pone. 

Perché non si può sperare da soli, non si può essere felici da soli, non ci si salva da soli, rompendo una solitudine, alleviando un dolore, condividendo quel che abbiamo con chi ha meno.

L’estate divertirsi sì, rilassarsi sì, ma senza dimenticare che anche il periodo di vacanza serve a riflettere su cosa possiamo fare, essere per questa società sul baratro…

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