La storia del foglio bianco di Antonella Ridoni
LA STORIA DEL FOGLIO BIANCO
E’ una storia che ha il sapore degli anni perduti.
Inizia quando si prova a scrivere e si cercano parole giuste e belle per riempire un foglio bianco che ti guarda, ammicca, ti sfida a trovare un contenuto che faccia vibrare chi legge.
E’ una storia che parte da una telefonata tra una ragazza di 15 anni e un uomo di 22 che non la vuole portare con sé nel suo vortice di insoddisfazione e di ribellione, ma non riesce a lasciarla andare.
Allora la culla con tante, dolci parole sul filo di un telefono grigio, quello col cerchio bianco di plastica con i numeri nei buchi. Con la prolunga per portare il telefono in camera, lontano da orecchie curiose.
La chiama tutte le sere alle 20,00. Ciao, e dopo le prime sillabe, senza nessun filo conduttore, parte la chiacchierata fiume, sussurrano e poi ridono forte perché hanno l’allegria della gioventù che tutto pensa di poter fare e avere. Lei a volte sente sfuggire qualcosa di lui, ma scaccia via il pensiero e lo sprona a comporre le sue canzoni. Quando dice che non riesce perché il foglio bianco lo guarda troppo male, è lei che scrive, che trova i versi per la sua musica. Lei riesce a non farsi intimidire dal foglio vuoto: disegna sempre ai margini un cuore e una farfalla. Riversa sé stessa su quei disegni e gli regala il foglio. Lui annuisce. Si capiscono quei due. Così lui da vita alla canzone che parla di ombre e notte. Il luogo dove la luna proietta l’ombra del ragazzo innamorato e triste, è casa di lei. Intrecciano le loro vite, sospiri, sogni. Perdono tempo prezioso.
Poi si perdono anche loro nei chilometri di distanza. Nella ricerca di una sicurezza effimera e bugiarda. Smettendo di perfezionare il volo.
E’ una storia persa nel tempo, diluita nei ritmi quotidiani, negli amori nuovi.
Lei continua a non temere quel foglio bianco, ma quando lo guarda, prima di poggiare la penna, pensa a lui lontano. A quando le aveva regalato un libro, letto in una notte: “Il gabbiano Jonathan Livingston”. La ricerca del volo perfetto. Le chiedeva di essere unica, di non imitare nessuno. Di non scrivere per sedurre la fantasia di chi legge, ma per emozionarsi. Aveva visto qualcosa in lei che non era riuscita a scorgere da sola. Si pensano spesso. Ma non lo sanno.
Poi lui la scrive davvero la sua canzone di successo: “La tua notte” che parla della luce della luna su un viale in una notte buia. Nella copertina del disco un cuore e una farfalla.
In macchina, un martedì qualunque, lei sente la musica di quella notte alla radio e la riconosce. Si distrae e la tamponano. Come una furia esce dall’auto, ma ammutolisce: lui è lì. Sono loro due. Invecchiati e belli come allora. Non parlano. Si guardano con occhi lucidi di sorpresa e amore. Lui le tende una mano, lei sorride e la prende delicata, leggera. L’abbraccio arriva da solo. Lei pone il capo nell’incavo della sua spalla ed è casa. Reclama sua quella notte buia di 20 anni prima e la illumina, col candore di un foglio bianco tutto da riempire.
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Complimenti!!!!
RispondiEliminaBellissima storia in poche parole hai reso nitido lo stato d’animo di lei di sentirsi a casa tra le sue braccia bravissima
Grazie
EliminaBella storia! 3 minuti di leggerezza d'animo!🤩
RispondiEliminaGrazie
EliminaGrazie.
EliminaLa forza del sentimento, racchiusa in poche righe, piene di immagini che sembrano farti partecipare alle situazioni descritte
RispondiEliminaGrazie
EliminaBellissimo, coinvolgente, peccato che sia così breve!
RispondiEliminaGrazie. Vedrò di ampliarlo. Grazie del suggerimento.
EliminaBellissimo, ti viene voglia di saperne di più... Cosa è successo in questi 20 anni? Cosa succederà adesso? Riusciranno finalmente a stare insieme? Una lettura veramente piacevole
RispondiEliminaGrazie. Il futuro di lei e lui in un prossimo racconto...
EliminaSe uno degli scopi delle opere letterarie è quello di suscitare curiosità , allora questo racconto raggiunge pienamente lo scopo. È come se l' Autrice rivolgesse al lettore un garbato e intrigante invito a ritrovarsi in uno dei fatti narrati, e poi meditate su come ognuno di noi ha affrontato le proprie traversie. Alla fine viene voglia di coinvolgere l' Autrice raccontandole ciascuno una propria storia. Bel racconto, stringato ma pino di aperture verso il ricordo e la riflessione personale.
RispondiEliminaGrazie. A disposizione per prendere spunto ...
RispondiEliminaChe bel racconto
RispondiEliminaGrazie
EliminaGrazie Antonella che bel racconto. Mi piace sempre leggere i tuoi racconti. Ora ne aspetto altri
RispondiEliminaA disposizione 🤣
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