Prof. Michele Storti di Giuseppe Storti
Presentazione dell’autore: Giuseppe Storti
Giuseppe Storti vive tra Casoria e Roma , dove affianca alla professione di giurista una lunga attività di scrittura e giornalismo. Nel corso degli anni ha diretto e collaborato con diverse realtà editoriali, maturando un’esperienza che gli ha permesso di raccontare con attenzione le dinamiche sociali, le periferie urbane e le storie di chi vive ai margini. La sua produzione narrativa comprende romanzi e racconti che attraversano memorie familiari, vicende quotidiane e percorsi di riscatto. Tra i suoi lavori: “Il tempo fermo”, “Con orgoglio, da Scampia”, “Prof. Michele Storti – Il Preside di tutti”, “Aldebaran: la stella più luminosa” e altri testi presenti in raccolte collettive. In ultimo il suo quarto libro. “Le vie del cuore. Strani amori: perdersi per ritrovarsi.” Nel tempo, alcune sue opere hanno ricevuto riconoscimenti in ambito letterario, segno dell’attenzione dei lettori verso una scrittura che unisce impegno civile e sensibilità umana. Cura inoltre uno spazio culturale dedicato alla lettura e alla condivisione di storie.
La sua frase preferita è:
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria.
Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito...
perché la lettura è un'immortalità all'indietro.” — Umberto Eco
Libro presentato: “Prof. Michele Storti – Il Preside di tutti”
“Prof. Michele Storti – Il Preside di tutti” è un’opera che nasce dal desiderio di custodire la memoria e di restituire valore al tempo vissuto. Attraverso testimonianze, ricordi e documenti familiari, il libro ricostruisce la figura di Michele Storti, uomo di scuola e di famiglia, guidato per tutta la vita da due stelle polari: l’educazione e gli affetti. La narrazione attraversa la storia della sua città natale, Casoria, riportando alla luce una comunità fatta di persone semplici, legate alle tradizioni, ai valori e alla fede che ha accompagnato generazioni. È un viaggio nella memoria collettiva, un omaggio a chi ha dedicato la propria vita alla crescita degli altri e alla forza delle radici.
Sinossi del libro
La memoria va coltivata. Solo così può essere vinto l’inesorabile trascorrere del tempo. “Bisogna salvare qualcosa del tempo in cui non saremo più”, come ci ricorda la scrittrice francese Annie Ernaux. Solo raccontando il passato con la scrittura potremmo eternare i ricordi, trasferendo la memoria individuale a quella collettiva. Questo il senso della biografia scritta per ricordare la vita, l’impegno e la dedizione di un uomo di lettere: Il Prof. Michele Storti, che aveva due stelle polari sempre seguite fino all’ultimo anelito di vita: la scuola e la famiglia. La narrazione della sua parabola terrena è fatta di testimonianze, ricordi e documentazione che si inserisce nel quadro della grande storia della sua città natale: la nobile terra di Casoria. Un tuffo nel passato che riporta al cuore una società fatta di uomini e donne di valore e di valori. Gente semplice, legata alle tradizioni e alla fede nei grandi santi che hanno legato il proprio cammino di santità a quello della città di Casoria.
Intervista – 5 domande a Giuseppe Storti
1. La memoria è il filo che attraversa tutto il libro...
“ Il libro si inserisce nel filone letterario della memorialistica, che ormai va assumendo una sua connotazione autonoma. Ne è testimonianza il premio nobel per la letteratura 2022, assegnato al libro “ Gli anni” della scrittrice francese Annie Arnoux. La memoria va coltivata. Solo così può essere vinto l’inesorabile trascorrere del tempo. “Bisogna salvare qualcosa del tempo in cui non saremo più”, come ci ricorda la stessa Annie Ernaux. Solo raccontando il passato con la scrittura potremmo eternare i ricordi, trasferendo la memoria individuale a quella collettiva. Questo il senso della biografia scritta per ricordare la vita, l’impegno e la dedizione del mio papà, un uomo di lettere. Lui aveva due stelle polari sempre seguite fino all’ultimo anelito di vita: la scuola e la famiglia. La narrazione della sua parabola terrena, è fatta di testimonianze, ricordi e documentazione che si inserisce nel quadro della grande storia della sua città natale: la nobile terra di Casoria. Un tuffo nel passato che riporta al cuore una società fatta di uomini e donne di valore e di valori. Gente semplice, legata alle tradizioni e alla fede nei grandi santi che hanno legato il proprio cammino di santità a quello della città di Casoria. A mio padre, devo tutto. Soprattutto il privilegio di aver vissuto insieme ad un grande uomo di cultura. Da lui ho appreso l’amore per i classici, per la letteratura e per la lettura.”
2. Qual è l’eredità più viva che ha lasciato?
“Sicuramente l’onestà, la sete di cultura, la voglia costante di impegnarsi per gli altri. Nel sociale. Per questo ho voluto dare una testimonianza scritta di una vita: la sua spesa bene. Per La famiglia e la scuola, che per lui rappresentava una ragione di vita. Mi piace riportare un ricordo della mia fanciullezza che ha forgiato il mio carattere e quello delle mie sorelle. Quando eravamo piccini Noi figli, per farci addormentare nostro padre ci raccontava le storie di Ulisse, della sua avventurosa odissea. Da allora amo alla follia i poemi omerici.”
3. In che modo Casoria ha influenzato il suo percorso?
“Casoria era la sua città natale. Per questo il Preside Storti scelse di restare nella sua terra natia. In primis come docente di lettere, poi come Preside della più antica scuola media di Casoria:” la Maglione”. Riteneva naturale svolgere il proprio operato a favore dei ragazzi casoriani. Poi l’impegno costante nel sociale e in tante altre attività, come si può leggere nel libro.”
4. Come ha trasformato testimonianze e documenti in narrazione?
“ Per decenni mi sono occupato di ricerche storiche, gestendo una pagina F.B. dedicata alla grande storia della mia città: Casoria nella storia. Per il resto ho attinto alla documentazione lasciata da mio padre nel suo studio, che conservo gelosamente. Una notevole mole di documenti e foto che ho esaminato e fatto oggetto di puntuale narrazione.”
5. La lettura come “immortalità all’indietro”. Come la vive?
“Essere umili sempre. Amare la propria famiglia, le proprie origini, fare le cose con passione. Il messaggio che il libro vuole far passare è che bisogna proteggere e custodire i propri ricordi. Il passato ci aiuta a vivere il presente e a programmare il futuro. Noi non siamo niente se non ricordiamo ciò che siamo stati. In una società in cui i rapporti umani sono diventati liquidi: volatili, riportare al cuore i nostri ricordi mettendoli su carta, anche in una sorta di diario di bordo della nostra vita, significa renderli eterni. Io ho potuto scrivere questo libro, perchè mio padre annotava tutto. A mano, con una grafia chiara e leggibile. Oggi,scrivere è ancora più facile, essendo tutti dotati di smartphone e PC. Quindi invito tutti ad appuntare, giorno dopo giorno, il diario delle proprie vicende personali e familiari. Solo così renderemo eterni i nostri anni, vincendo la dura legge del tempo che nascostamente fugge; portandosi via affetti, persone e ricordi. Ma nulla potrà contro la grande forza della scrittura che rende eterno tutto ciò che buttiamo giù su di un semplice foglio di word.”
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