Le poesie di Stefania Chiappalupi

Biografia

Stefania Chiappalupi è nata a Roma nel 1970 e vive a Basaluzzo, in provincia di Alessandria. Ha conseguito il diploma in lingue straniere e una qualifica in contabilità generale e gestione delle buste paga, ambiti nei quali ha maturato una solida esperienza professionale.

Scrive poesie dall’età di dodici anni, coltivando nel tempo una sensibilità attenta alle emozioni e alle storie quotidiane. Negli ultimi anni si è avvicinata anche alla narrativa, pubblicando diversi romanzi che affrontano temi legati ai sentimenti, alle relazioni e ai percorsi interiori. Con le sue opere ha partecipato ad attività a scopo umanitario e a iniziative culturali dedicate alla solidarietà, contribuendo con testi poetici e narrativi destinati a finalità benefiche.

Nel corso del tempo ha ricevuto vari riconoscimenti per la poesia e la narrativa, espressione dell’apprezzamento per la sua voce autoriale e per la costanza con cui porta avanti il proprio lavoro creativo.

Dal 2017 collabora come giudice in concorsi letterari, ruolo che le permette di sostenere nuovi autori e di valorizzare la scrittura come strumento di espressione e crescita personale.


Presentazione

Nelle poesie di Stefania Chiappalupi la parola diventa un luogo di ascolto profondo, dove le stagioni, le ferite del mondo e la memoria degli affetti si trasformano in immagini intense e vibranti. La sua scrittura attraversa l’inquietudine, la fragilità e la tenerezza, cercando sempre un varco di luce anche nei momenti più cupi.

I suoi versi custodiscono una sensibilità attenta alle vite silenziose, ai gesti che salvano, alle emozioni che resistono. Tra natura, dolore e speranza, la sua voce poetica restituisce al lettore un cammino interiore fatto di verità, delicatezza e coraggio.


Poesie

L’autunno

L'estate volge al desio,
laddove l'autunno appare
in tutta la sua prepotenza.
Foglie gialle cadono, tristi,
stanche di una vita vissuta;
scivolano sole sulla terra nuda,
sbattute dal vento,
portate via come nuvole
nella tormenta.
Come mare in tempesta
la mia anima è inquieta.
Come rami secchi,
pensieri oscuri
fluttuano incessanti in una mente vacua.
Il cuore è spento,
cupo come una notte senza stelle.
Errante, si rifugia dietro un
tiepido raggio di sole,
mentre le foglie,
nella loro folle corsa,
cadono nell'oblio,
avvolte dalla nebbia
di un autunno assonnato e stanco.


Cari angeli

Si innalzino gli altari
Si inchinino i potenti.
Un silenzio assordante
Regna sovrano nei nostri cuori,
dove anche il pianto ha smesso di urlare.
In una notte di luce e di festa
Lingue di fuoco si accendono ovunque,
brutali e feroci,
strappando la vita a dolci fanciulli
inermi davanti a un muro d’indifferenza.
Come rami secchi,
caduti nella tempesta del male,
in un rogo infinito
giovani vite han trovato la morte.
Non c’è più attesa.
Non c’è più luce.
Non c’è perdono
Per chi ha rubato il domani
A chi doveva ancora sognare.

A voi, cari ragazzi,
che avete vissuto l’inferno sulla terra,
vi accolgano gli angeli del Paradiso
e il cielo vi renda giustizia
che il mondo vi ha negato.


Il poeta dell’amore

Tu, sommo poeta,
che baratti l’amore
con semplici versi
e nude parole.
Tu, mercenario di strofe,
che affidi i tuoi sogni
alla bianca carta
colorata d’inchiostro.
Tu, mercante di parole,
che canti alla luna
il ricordo
di un amore perduto.
Tu, eterno fanciullo,
che ti nutri di sogni
aspettando la notte silente,
tinteggiando il cielo di stelle
con polvere di vita.
Tu, buffo pagliaccio,
che ridi mesto nel tuo circo,
mascherando il pianto truccato,
mentre una lacrima argentea
scivola, impregnando il cuore.
Tu, poeta dell’amore, che al vento
gridi i tuoi versi infuocati,
sprigionando l’anima ribelle
di quel perenne ragazzo
che baratta i suoi sogni
per qualche perla d’amore.


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Intervista

1) Scrivi poesie dall’età di dodici anni: cosa ricordi di quel primo impulso creativo e cosa di quel momento vive ancora nella tua scrittura di oggi?

Sono sempre stata una grande lettrice. I classici sono stati il mio pane quotidiano e, fin da bambina, ho sentito il bisogno di affidare alla carta le mie emozioni. A dodici anni partecipai al mio primo concerto: fu un'esperienza intensa e indimenticabile. Proprio quella notte scrissi la mia prima poesia, un ricordo che custodisco ancora nel cuore.

2) Nei tuoi versi emergono inquietudine, fragilità, tenerezza e un costante varco di luce: come nasce questo equilibrio tra dolore e speranza quando lavori su una poesia?

A mio modesto parere, una poesia è come un'istantanea di un'emozione. Per questo l'equilibrio nasce spontaneamente, da ciò che sento e dai miei sentimenti più profondi.

3) Hai scritto testi dedicati a tragedie, ingiustizie e ferite collettive: che responsabilità senti quando trasformi un dolore del mondo in parola poetica?

Tutte le mie poesie nascono di getto, guidate dalle emozioni. Quando prendono vita da una tragedia o da una grande ingiustizia, il peso della responsabilità è enorme e, a volte, resta la paura di non aver dato abbastanza voce a quel dolore.

4) Negli ultimi anni ti sei avvicinata alla narrativa: cosa cambia nel tuo modo di ascoltare le emozioni quando passi dal verso al romanzo?

Sono passata dalla poesia alla narrativa dopo essere stata coinvolta in un attentato terroristico a Gerusalemme. Le emozioni erano tante, troppo intense e diverse tra loro perché la poesia riuscisse a contenerle. Non è stato un passaggio semplice, ma necessario: a quel punto le parole erano diventate indispensabili.

5) Le tue poesie custodiscono vite silenziose, gesti che salvano, memorie che resistono: quale cammino interiore speri che il lettore compia attraverso le tue parole?

Innanzitutto, spero che il lettore sappia ascoltare anche ciò che si cela tra le righe e che riesca a emozionarsi almeno quanto mi sono emozionata io nello scrivere i miei versi. Ma, soprattutto, mi auguro che possa fare tesoro dei messaggi di pace e di amore universale che ho cercato di trasmettere, portandoli con sé ben oltre l'ultima parola.


Presentazione curata dal Progetto culturale Casa delle Arti.

Commenti

  1. Ringraziamo Stefania Chiappalupi per aver condiviso con noi il suo percorso e la sua scrittura. La sua attività poetica, coltivata fin dall’infanzia, si distingue per un ascolto attento delle emozioni e delle storie quotidiane, mentre la narrativa le permette di ampliare ulteriormente il proprio sguardo sui sentimenti e sui percorsi interiori.

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