Narciso ed Eva – Oltre lo specchio di Ikigai
NARCISO ED EVA - OLTRE LO SPECCHIO
Narciso ha trentotto anni, è affascinante, brillante e convinto che nessuno sia davvero alla
sua altezza. Avvocato di successo, ama sentirsi desiderato e con le donne alterna seduzione,
distacco e piccole crudeltà. Dietro quella sicurezza, però, nasconde una solitudine profonda
e la ferita lasciata da un padre severo, che da bambino gli aveva insegnato a considerare la
fragilità una debolezza.
Un giorno, in una libreria, incontra Eva, quarantatré anni, psicologa, segnata da lutti e da un
matrimonio difficile. Eva non resta abbagliata dal suo fascino: intuisce ciò che si nasconde
dietro la sua arroganza. Narciso ne è attratto e spaventato. Cominciano a frequentarsi e,
nelle notti in cui le sue difese cedono, lui le racconta il dolore dell'infanzia. Eva vede in lui il
bambino impaurito che nessuno aveva saputo accogliere e finisce per innamorarsene.
Proprio perché comprende le sue ferite, però, Eva comincia a giustificare anche ciò che la fa
soffrire: le sparizioni, la freddezza, le umiliazioni. Finché una sera, al Bar Aurora, sente
Narciso vantarsi con gli amici di poterla trattare come vuole perché lei resta sempre,
definendola soltanto «comoda» e «utile». Per la prima volta Eva non risponde alla sua
telefonata. Poco dopo parte per Firenze e gli lascia un messaggio: gli ha voluto bene, ma
comprendere il suo dolore non significa permettergli di ferirla. Ora deve imparare a esserci
per se stessa.
Narciso è certo che tornerà. Ma Eva non torna, e nel silenzio delle notti lui comprende che
era diventata casa e che aveva dato per scontato che quella porta restasse aperta per
sempre.
Cinque mesi dopo si incontrano di nuovo nella stessa libreria. Eva è cambiata e gli racconta
di Andrea, un uomo con cui non deve guadagnarsi il diritto di essere amata e davanti al
quale può essere fragile. Narciso vorrebbe ferirla, come ha sempre fatto, ma per la prima
volta tace. Capisce di averla persa davvero. Eva, prima di andarsene, gli dice di aver visto ciò
che c'era dietro il suo specchio: una persona che merita amore, ma che deve imparare a non
distruggere chi prova ad amarla.
Rimasto solo, Narciso si guarda allo specchio e non vede più l'uomo invincibile che aveva
costruito, ma il bambino terrorizzato di non valere abbastanza. Piange senza trattenersi e,
nei mesi successivi, inizia una psicoterapia. Non cambia all'improvviso, ma comincia a
riconoscere i propri meccanismi.
Quando vede Eva felice con Andrea, prova gelosia e dolore, ma anche gratitudine.
Comprende che lei non lo ha salvato: gli ha mostrato che doveva salvarsi da solo. E scopre
infine che amare se stessi non significa sentirsi superiori agli altri, ma smettere di renderli
piccoli per sentirsi grandi. Eva, invece, ha imparato che capire le ferite di qualcuno non
obbliga a subirle. A volte il gesto d'amore più difficile è andare via.
Ikigai


Bel racconto, ma fin troppo verosimile, in pratica una delle tantissime storie di oggi. Quante coppie con relazioni tossiche da cui non si riesce a scappare perché si crea dipendenza emotiva.
RispondiEliminaGrazie Ikigai per avercene raccontata una.
Il finale è molto bello, trasmette speranza
Mi sono commossa, sembra una storia che conosco già...
RispondiEliminaMi ha trasmesso tanto la fragilità del protagonista, un uomo come ce ne sono tanti oggi.
RispondiEliminaUn racconto sentito
Che bel racconto. Molto vero!
RispondiEliminaComplimenti all’autrice che nel suo breve racconto riesce, con stile fluido, a coinvolgere il lettore in una storia d’amore, sempre attuale, che scava dentro l’animo umano e risuona profondamente in ognuno di noi.
RispondiEliminaBellissimo!
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