No lo hiciste di Carla A. Garcia Paolini

Questo racconto arriva dall’Argentina, inviato dall’autrice Carla, e porta nella rassegna una voce intensa e delicata, in equilibrio tra poesia e narrativa. 

Lo presentiamo nella sua forma originale in spagnolo, accompagnato dalla traduzione italiana, così da preservare il ritmo e la tonalità della lingua d’origine. La presenza di autori internazionali arricchisce il percorso della rassegna e ne amplia l’orizzonte culturale.





No lo hiciste

No lo hiciste, lo prometiste como muchas veces al día y ni una cumpliste; pero aún así es raro, siempre termino perdonando.
“Iremos a pasear… en cuanto termine con esto”, “te daré amor… en cuanto termine esto”, “ya voy… en cuanto termine esto”. ¿Alguna vez lo terminaste? Nunca lo hiciste, pero aún así te esperaba porque siempre te perdonaba, y no podía entender como otros cumplían lo que prometían, mientras que tú te entretenías mirando aquella pantalla, ¿acaso esa cosa se alegrará por verte en cuando vuelvas a casa? ¿Te consolará cuando sientas que ya no puedes? ¿Le abrazarás fuertemente en la cama cuando hayas tenido una pesadilla?
Y esperé como siempre había esperado, pero es obvio que me han reemplazado, aún así esperé tus promesas, tenía fe que las cumplieras  pero… no lo hiciste.
Y ahora ni si quiera puedo ver tu cara llorosa cerca de mi tumba, porque me avergüenza que me preguntes el por qué me morí. Morí, amo… morí porque nunca hiciste lo que dijiste.


Non lo hai fatto

Non lo hai fatto. Lo promettevi molte volte al giorno e non ne hai mantenuta nemmeno una; eppure è strano, finivo sempre per perdonarti.

“Andremo a fare una passeggiata… appena finisco questo”, “ti darò amore… appena finisco questo”, “arrivo… appena finisco questo”.
L’hai mai finito?
Non lo hai fatto.
Eppure ti aspettavo, perché ti perdonavo sempre, e non riuscivo a capire come altri mantenessero ciò che promettevano, mentre tu ti intrattenevi guardando quello schermo.
Quella cosa si rallegrerà di vederti quando torni a casa?
Ti consolerà quando sentirai di non farcela più?
La abbraccerai forte nel letto quando avrai avuto un incubo?

E ho aspettato, come avevo sempre aspettato.
Ma è ovvio che sono stato sostituito.
Eppure ho atteso le tue promesse, avevo fede che le avresti mantenute… ma non lo hai fatto.

E ora non posso nemmeno vedere il tuo volto piangente vicino alla mia tomba, perché mi vergogna che tu mi chieda perché sono morto.
Sono morto, mio padrone… sono morto perché non hai mai fatto ciò che dicevi.


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