Daniele - Fraterno serafico amico di Massimiliano Lepera

 

Massimiliano Lepera, classe 1991, è professore di latino e greco e giornalista pubblicista. Conta oltre sessanta pubblicazioni tra romanzi, testi scolastici, saggi e contributi accademici. La sua attività educativa e culturale gli ha valso riconoscimenti nazionali e internazionali. È attivo anche in ambito musicale, con quattro dischi pubblicati e diversi videoclip dedicati al territorio e a temi di attualità.


Presentazione

L’opera esplora il modo in cui la presenza di una persona, talvolta discreta o fugace, possa lasciare un segno profondo nella memoria di chi resta. Attraverso una riflessione sobria e intimista, il testo indaga il confine tra realtà e percezione, quando ci si domanda se un incontro appartenga alla vita vissuta o alla dimensione del ricordo. Ne emerge un percorso che valorizza la quotidianità, l’ascolto e la capacità di riconoscere la qualità essenziale dei rapporti umani, nella loro semplicità e nella loro forza silenziosa.


Sinossi

Capita talvolta di chiedersi se una persona sia realmente esistita nella propria vita o se tutto appartenga a una sorta di sogno. Il testo mostra come la presenza di qualcuno rappresenti sempre un dono da cogliere, una fortuna discreta che si manifesta nella compagnia delle persone che ci circondano e nella capacità di apprezzarne l’essenza.

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Nota critica sulla poetica dell’autore

La poetica dell’autore si articola attraverso una scrittura partecipativa, in cui l’esperienza viene riattivata. La voce narrativa assume una postura immersiva: gli eventi sono attraversati dall’interno e la pagina conserva una tonalità testimoniale. Il legame umano costituisce il nucleo generativo della prosa; la relazione diventa forma, ritmo e struttura, trasformando la coralità in principio espressivo.

La quotidianità acquisisce valore simbolico attraverso gesti minimi, rituali condivisi e momenti di vicinanza, componendo una poetica della presenza che bilancia tensione civile e luminosità dell’esperienza ordinaria. La musica, i camminamenti e le abitudini comuni introducono una dimensione di leggerezza che non attenua il reale, ma lo rende abitabile. In sintesi, una scrittura che unisce immersione, memoria attiva e relazioni come architrave della visione poetica.

Progetto culturale Fondazione Casa delle Arti


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Intervista

1. Quale impulso iniziale l’ha portato a trasformare un ricordo personale in un’opera letteraria?
Sono trascorsi quasi dieci anni dal tragico evento che ha segnato profondamente la mia vita, nell’agosto 2016. Dopo un lungo silenzio, ho percepito la necessità di raccontare, attraverso un’opera biografica, l’indole e la caratura di una persona fuori dal comune, dalla quale molti avrebbero da imparare.

2. In che modo ha lavorato sulla memoria per restituire la presenza viva di Daniele senza ricorrere alla retorica commemorativa?
Ho lavorato sulla memoria personale e sull’intreccio tra le nostre vite, mostrando come talvolta si incontrino persone o situazioni incredibili di cui fare tesoro. La veridicità dei fatti, riportati con sincerità, ha reso superflua qualsiasi retorica commemorativa.

3. Quale ruolo ha avuto la scrittura nel rielaborare l’esperienza del legame umano che attraversa il libro?
La scrittura è terapeutica e compagna fedele di ogni viaggio. Permette di rielaborare eventi ed emozioni, sublimandone l’essenza. Nel libro è presente anche una poesia, a testimonianza della funzione catartica della parola.

4. Come ha costruito l’equilibrio tra dimensione intima e apertura verso un lettore che non conosce la persona ricordata?
Ho cercato di mantenere un quadro quanto più oggettivo possibile, evitando eccessi emotivi. La descrizione diretta e priva di retorica ha permesso ai lettori, anche a chi non conosceva Daniele, di immergersi nella storia e coglierne le sfumature.

5. Che cosa desidera rimanga al lettore dopo aver incontrato questa storia di presenza, delicatezza e seraficità?
Desidero che il lettore comprenda che nella vita esistono piccoli e grandi miracoli, spesso nascosti nelle persone che incontriamo. La grandezza risiede nella semplicità, nei gesti sinceri e nei sorrisi genuini che possono cambiare una giornata.


Lettura di Guido Pagliero




A cura del progetto culturale Fondazione Casa delle Arti

Direzione editoriale: Deborah Cappagli

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