Euri el último llamado di Hernando Diaz B.
Hernando Diaz B. ha iniziato la sua carriera come creatore di fumetti, sviluppando la sua passione per la narrazione visiva e la creatività e dando vita alla sua opera Euri, La Cacciatrice di Miti, che anni dopo si sarebbe trasformata in un romanzo.
Con il tempo, il suo interesse per le storie complesse e futuristiche lo ha portato ad avvicinarsi alla scrittura di fantascienza, esplorando mondi immaginari e personaggi profondi. Il suo percorso riflette un cammino versatile e arricchente.
Successivamente ha esplorato l’autopubblicazione con la sua opera Euri, l’Ultimo Appello, un’opera che gli ha permesso di esplorare la sua dimensione di scrittore da un’altra prospettiva.

Presentazione del libro
Euri, L’Ultimo Appello
Un romanzo che intreccia fantascienza, fantasy e mistero attorno al confronto tra un passato ancestrale e un presente dominato dalla tecnologia.Sinossi
In un mondo in cui il magico e il reale si intrecciano in modo insospettabile, Euri, una giovane maga, si ritrova coinvolta in un enigmatico viaggio nel tempo che la conduce in un presente a lei sconosciuto. Allontanata dalla sua epoca ancestrale, deve affrontare un ambiente segnato dai progressi tecnologici e da creature che sfidano ogni logica, in un mondo moderno. Tuttavia, un’antica ombra si aggira silenziosamente per le strade di Bogotá. Nessuno sembra accorgersi della sua presenza, ma la sua comparsa in città dà origine a un mistero che va ben oltre ciò che è visibile.
Accompagnata dai suoi fedeli amici, Euri intraprende una missione che metterà alla prova la sua volontà e cambierà la sua percezione della realtà. Nel frattempo, oscure figure del suo passato riemergono con un potere inquietante, complicando il suo cammino e rivelando segreti capaci di alterare il suo destino e quello dei suoi amici. L’unica speranza di salvare ciò che resta si trova in un sussurro, in un ultimo appello che solo lei può ascoltare.
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Nota critica sulla poetica dell’autore
Tra il segno, la percezione e lo straordinario. La crisi dell’interpretazione.
In Euri, L’Ultimo Appello si manifesta una poetica costruita intorno alla percezione. L’autore presenta un mondo quotidiano che comincia ad acquisire segni la cui natura risulta difficile da determinare. La pioggia, i riflessi, la luce, la luna, la stella, la trasmissione interrotta e infine l’ombra formano una catena di indizi che modifica progressivamente il rapporto della protagonista con la realtà.
Questa scrittura parte dal visibile per condurre verso l’ignoto con un impulso interpretativo. Il paesaggio possiede una funzione narrativa e simbolica. Bogotá appare come una città concreta, ma anche come una superficie sensibile sulla quale si proiettano gli stati interiori di Euri. La pioggia accompagna il suo lutto, il caffè offre una pausa di contemplazione e la comparsa della luna rossa trasforma il cielo in un segnale. Il mondo esterno partecipa così alla coscienza del personaggio.
La mano dell’autore assume una dimensione filosofica quando lo straordinario produce una crisi dell’interpretazione. Gli avvenimenti legati agli elohim, a Zorath e alla misteriosa trasmissione non vengono accolti come verità evidenti. Generano un confronto tra diverse forme di conoscenza. Víctor interpreta i segni come avvertimenti; George li sottopone al dubbio; Euri rimane in una posizione intermedia, osservando e cercando di comprendere. La domanda fondamentale non riguarda più soltanto ciò che accade, ma il modo in cui riconoscere la realtà quando i segni contraddicono ciò che si riteneva possibile.
In questo senso, il testo mantiene un rapporto con la tradizione del realismo magico latinoamericano attraverso l’inserimento dello straordinario nello spazio quotidiano e la trasformazione simbolica del paesaggio. Tuttavia, il suo procedimento si distanzia dal realismo magico classico perché il soprannaturale genera incertezza e richiede interpretazione. La realtà non assorbe tranquillamente l’impossibile; entra in conflitto con esso. La crisi interpretativa del passaggio non consiste nel dubitare dell’esistenza del soprannaturale, questione che il suo mestiere ha già risolto, ma nel non sapere che cosa significhi ciò che vede né che cosa le verrà richiesto. Legge con la cautela di chi ha perso la fiducia nella propria capacità di leggere.
La scrittura possiede inoltre una marcata sensibilità cinematografica. Il racconto costruisce la scena attraverso avvicinamenti visivi, cambiamenti di spazio, oggetti significativi, contrasti di luce e movimenti dello sguardo. La narrazione procede attraverso inquadrature successive fino a raggiungere l’ombra finale.
In questo modo, la poetica dell’autore può essere definita come una poetica della percezione di chi non appartiene: una scrittura che trasforma il paesaggio in segno, trasforma il segno in domanda e conduce il lettore verso una realtà il cui significato rimane parzialmente nascosto. Il suo territorio letterario nasce precisamente nello spazio in cui guardare non significa ancora comprendere.
Intervista:
1.- La sua traiettoria creativa è iniziata nel mondo del fumetto. In che modo questa esperienza continua a influenzare la costruzione dei suoi personaggi, degli scenari e delle narrazioni?
Una delle grandi caratteristiche del fumetto e della narrativa grafica è la componente visiva e il modo in cui essa svolge un ruolo rilevante nel momento in cui si racconta una storia. Penso che questa dimensione sia ancora presente nella mia mente quando immagino ciascuno dei personaggi delle mie storie interagire tra loro, vivere esperienze o conoscere luoghi che non avrebbero mai pensato di visitare.
Allo stesso modo, il modo in cui si affronta lo studio di un personaggio dalla prospettiva del fumetto è qualcosa che continuo a utilizzare e che mi aiuta molto a conoscere sempre più a fondo i miei personaggi.
2.- Euri, L’Ultimo Appello combina fantasy, viaggi nel tempo ed elementi contemporanei. Come è nata l’idea di collegare il mondo ancestrale di Euri con una città moderna come Bogotá?
Euri è nata come fumetto, per poi trasformarsi in un romanzo. All’inizio volevo esplorare il concetto di immigrato e il modo in cui una persona avrebbe vissuto questa esperienza dalla propria condizione di straniera. A questo si sono aggiunti la mia ammirazione per i miti e le leggende e il modo in cui questi contribuiscono alla cultura di un luogo o di un Paese, oltre al desiderio che le persone potessero riconoscersi nei luoghi menzionati nella storia, perché li avevano visitati in qualche momento oppure perché vivevano nelle loro vicinanze.
Tutti questi elementi hanno avuto un ruolo importante nella creazione dell’universo di Euri e nel tipo di situazioni che la protagonista avrebbe vissuto in ciascuna delle sue storie.
Ora, con la trilogia de L’Ultimo Appello, esploro il tema extraterrestre, ponendo la domanda su quale sia la nostra funzione come specie di fronte all’universo.
3.- Nel corso della storia, Euri affronta sfide che trasformano la sua visione della realtà. Quali aspetti della protagonista sente più vicini a sé come scrittore?
La perdita di una persona cara e il chiedersi come sarà la vita senza quella persona accanto. Euri vive questa esperienza, un’esperienza che la spezza e porta in primo piano interrogativi su chi sia realmente e sul perché si trovi in un tempo che non le appartiene.
4.- Dopo aver partecipato a diverse antologie, ha scelto anche la strada dell’autopubblicazione. Che cosa le ha apportato questa esperienza dal punto di vista creativo e personale?
Essere un autore autopubblicato mi ha permesso di avere un maggiore controllo sulle mie opere, su ciò che mostrare al loro interno e su dove mostrarle. Per fare un esempio, questa possibilità mi permette di scegliere quale tipo di arte utilizzare nelle mie opere e, partendo da questa premessa, l’autopubblicazione mi consente di offrire agli artisti emergenti l’opportunità di farsi conoscere e di permettere al pubblico in generale di conoscere loro e la loro proposta come illustratori.
5.- Se dovesse invitare un nuovo lettore a scoprire Euri, L’Ultimo Appello, quale elemento del romanzo vorrebbe che rimanesse nella sua memoria dopo aver terminato la lettura?
Euri, L’Ultimo Appello è ispirato a esperienze reali di persone e a testimonianze che ho raccolto nel corso degli anni. Una cosa che ho imparato durante quel periodo di ricerca è che il vero potenziale si trova nella parte più profonda del cuore, non in un agente esterno.
A cura del progetto culturale Fondazione Casa delle Arti
Curatore della Sala di Presentazioni Gabriel Ganiarov


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