Pensieri Parole e Poesie di Maria Zarrone
Presentazione dell’autrice: Maria Zarrone
Maria Zarrone vive in Canada da 51 anni. È partita dall’Italia a soli sedici anni, dopo un matrimonio combinato tra le famiglie, e nel giro di pochi giorni si è ritrovata dall’altra parte del mondo. Il suo sogno giovanile era studiare lingue, giornalismo e letteratura, ma la vita le ha imposto un percorso diverso. Nonostante questo, Maria ha coltivato da sola la sua passione per la scrittura: poesie, piccole storie, testi saggistici e romanzi, in italiano e in inglese. La sua voce nasce dall’esperienza, dalla memoria e da una forza interiore che attraversa ogni pagina dei suoi libri.
Libro presentato: “Pensieri Parole e Poesie” (2024)
Un’opera che raccoglie poesie e brevi racconti, attraversati da sentimenti intensi e da una visione della vita profondamente umana. Il libro ha ottenuto riconoscimenti in Italia, arrivando primo posto in un concorso letterario.
Sinossi del libro
“Il sentimento si manifesta in una miriade di modi, tutti preziosi ed unici, esso rappresenta un inno all’essenza della vita e ci porta a vedere le cose sotto un profilo diverso e a superare ostacoli che spesso ci appaiono impossibili da risolvere. Nei miei racconti e nelle mie poesie non si possono non cogliere i tratti caratteristici del mio modo di amare la vita e le persone. La passione, le piccole cose, i ricordi, l’amore impossibile e gli addii strazianti sono parte della mia vita. Avevo ed ho ancora tanti sogni da realizzare, niente e nessuno potrà impedirmelo. Sognate perché è bello sognare.”
Sezione saggistica finale: “Terra amara – tradizioni lasciate e quelle ritrovate”
Il volume si conclude con una sezione saggistica dedicata alla storia degli immigrati italiani in Canada: un racconto di radici, sacrifici, adattamento e memoria.
Sinossi della parte saggistica
“Terra promessa: tradizioni lasciate e quelle trovate, tratta le storie narrate durante i primi immigranti arrivati in Canada, i loro sacrifici nell’aggrapparsi alla sopravvivenza in un mondo tutto diverso e con tanto da scoprire. Tradizioni che lasciate alle spalle sembrano svanire e cercano in tutti i modi di trasmetterle alle nuove generazioni. Sacrifici per costruirsi un impero o forse no, solo una vita semplice. Tante furono le tradizioni trovate, tutte da scoprire e imparare.”
1. Maria, come è nato questo libro di poesie?
Il titolo di questo mio libro è la dinamica della poesia: da un pensiero arrivano le parole e formano una poesia. Guardo una vecchia panchina e mi nasce una poesia; ricordi belli oppure tristi, e ne esce fuori una poesia… ne avevo un bel po’ di queste poesie, e le ho raccolte in questo libro.
2. C’è una poesia o un ricordo a cui sei particolarmente legata?
La valigia è quella che mi è rimasta molto impressa: sembra ridicolo chiedere a una valigia “dove mi porti?”. Eppure, quando parti per la prima volta, ti viene quella voglia di chiedere.
La valigia
Ferma,
I miei occhi puntati,
Pronta per partire.
Lo sguardo fisso su quella scatola
E la voglia di chiedergli dove mi avrebbe portata.
Vicino o lontana, non sapevo
Quella voce dentro di me
Voleva urlare per farsi sentire,
Ma poi arrivata alla gola tornava indietro
Ma con un rimpianto ed un sospiro,
non appena il treno fischia
la mia mano l’afferra
Ed insieme iniziammo il nostro cammino.
3. Com’è stato vivere e crescere in Canada dopo essere partita così giovane?
Arrivata in Canada fu molto duro, non avevo la mia mamma che ne avevo tanto bisogno e non fu una sua decisione, anzi era contraria. Un mondo diverso, gente che non conoscevo, la difficoltà con la lingua inglese, un marito estraneo, e quella voglia matta di aprire le braccia e volare via (era il sogno che facevo tutte le notti per molti anni).
4. Nella parte finale del libro parli delle tradizioni degli immigrati italiani: qual è quella che senti più tua?
Le tradizioni che mi portai furono gli orticelli: bene o male crescevo qualche pomodoro, con basilico e prezzemolo. Poi ci si radunava a fine settimana con paesani oppure altri italiani, per passare il tempo tra una scopa o una briscola. Dopo un anno riuscii a cuocere un tacchino enorme al forno, per due persone… cercavo di essere all’altezza. Se ci penso, mi viene da ridere.
5. Cosa ti fa sentire felice oggi quando scrivi?
L’orgoglio di essere arrivata a un traguardo che non pensavo di raggiungere, perché il sogno dell’università che avevo da adolescente svanì, e per tutti questi anni quello che scrivevo veniva criticato da quello che tanti anni fa diventò mio marito. Ora, essendo libera, mi rende felice scrivere, anche se sono sicura che il mio italiano non è perfetto.
Lettura di tre passaggi dal libro
Presentazione curata da
Progetto Fondazione Casa delle Arti
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Maria, la tua esperienza e la tua scrittura portano profondità alla nostra Sala Presentazioni.
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