Arwa Ben Dhia

 


Arwa Ben Dhia, voce riconosciuta nel panorama letterario internazionale. La sua opera attraversa lingue, culture e territori, con una scrittura che unisce rigore, sensibilità e un forte impegno culturale. La presenza dell’autrice testimonia l’interesse culturale del progetto verso autori che operano su scala globale, mantenendo radici solide nella propria identità poetica.


Arwa Ben Dhia nasce in Tunisia nel 1986 e dal 2009 vive in Francia. È dottore di ricerca in Elettronica e lavora come ingegnere brevetti. Parallelamente porta avanti un’intensa attività letteraria: è poetessa multilingue, vincitrice di diversi premi letterari, traduttrice, autrice e curatrice di prefazioni per numerose raccolte poetiche.

Fa parte di diverse associazioni culturali, tra cui la Société des Gens de Lettres, e pubblica regolarmente su riviste letterarie e antologie collettive.

Nel 2025 ha curato l’antologia poetica Nos muses les murs (“Le nostre muse, i muri”), pubblicata da Mindset Editions sotto l’egida dell’associazione Apulivre. 

Nello stesso anno ha ricevuto il titolo di Ambasciatrice di Pace, conferito dal Cercle Universel des Ambassadeurs de la Paix (CUAP).

Dal 2026 ricopre il ruolo di Vicepresidente per la Regione del Mondo Arabo all’interno del movimento internazionale Poetas del Mundo.


La sua produzione comprende diverse raccolte poetiche pubblicate in più paesi:

  • A Miracle Smiles at Me Through Your Eyes, pubblicata nel 2026 da Les Poètes Français Editions e    Sénégal Njaay Editions.
  • The Four and One Seasons, uscita nel 2024 per Éditions du Cygne e Éditions Arabesques.
  • Orange Silence, edita nel 2023 da Mindset Editions.
  • A Journey of Scents, pubblicata nel 2015 da Tsémah Editions.
  • Love in the Age of the Web, uscita nel 2014 per Tsémah Editions.

Arwa Ben Dhia svolge anche attività di traduzione:

  • Wine Bath Beneath the Olive Tree di Amar Benhamouche, raccolta poetica tradotta dall’arabo al francese e pubblicata da Éditions du Cygne nel 2026.
  • Skin di Manon Godet, raccolta di racconti poetici tradotta in arabo e pubblicata da Éditions Arabesques nel 2025.

Una sua poesia è stata adattata in musica:

  • Palestinada, poesia trasformata in brano musicale da Skander Guetari e registrata presso la SACEM.


Riconoscimenti internazionali ottenuti nel corso della sua carriera:

  • 2026 Creativity Award, conferito dalla Naji Naaman International Humanitarian Foundation.

  • Second Prize for Poetry (Jenny ALPHA and Noël-Henri VILLARD Award) 2026, assegnato dalla Société des Poètes et Artistes de France (SPAF) per la raccolta A Miracle Smiles at Me Through Your Eyes, co-pubblicata da Les Poètes Français e Sénégal Njaay.
  • 2025 Francophonie Award, conferito dalla Société des Auteurs et Poètes de la Francophonie (SAPF).
  • Titolo di Ambassador of Peace, assegnato dal Universal Circle of Ambassadors of Peace (CUAP).
  • 2024 Diploma of Honour, conferito dalla Société des Poètes Français per la raccolta The Four and One Seasons, co-pubblicata da Éditions du Cygne e Éditions Arabesques.
  • 2025 Dina Sahyouni Literary Award, assegnato da SIÉFÉGP per la raccolta The Four and One Seasons, co-pubblicata da Éditions du Cygne e Éditions Arabesques.
  • 2024 International Poetry and Arts Award della rivista femminista Orientales, conferito da SIÉFÉGP per la raccolta Orange Silence, pubblicata da Mindset Editions.



Poesie donate dall’autrice in esclusiva al progetto culturale Fondazione Casa delle Arti.


Mare nostrum


Bleue,

infinie,

la couleur

de notre amour

s'étire entre ciel et mer.

Bleue,

comme une promesse,

notre saison s'endort

dans le souffle tiède des embruns.

Orange ou cobalt,

nos rêves voguent,

légers,

portés par l’écume du silence.

Bordeaux ou indigo,

nos baisers s’envolent,

débridés,

transportés par les goélands.

Vert ou saphir,

nos corps tanguent,

déchaînés,

comme un bateau ivre.

Les vagues battent 

au rythme lent de ton sexe

et chaque reflux

susurre une caresse…

Comme c’est bleu

d’entendre la mer

chanter ta langue

à voix basse !


Mare nostrum


Blu,

infinito,

il colore 

del nostro amore

si stende tra cielo e mare. 

Blu,

come una promessa,

la nostra stagione si addormenta

nel soffio tiepido degli spruzzi.

Arancioni o cobalto, 

i nostri sogni vogano, 

leggeri,

portati dagli spruzzi del silenzio.

Bordeaux o indaco,

i nostri baci volano via, 

sfrenati,

trasportati dai gabbiani.

Verde o zaffiro, 

i nostri corpi oscillano,

scatenati,

come un battello ebbro.

Le onde sbattono

al ritmo lento del tuo sesso

ed ogni riflusso

sussura una carezza...

Quanto è blu

sentire il mare

cantare la tua lingua

a bassa voce !



---


Nosso lar 


Passagers d’un train sans conducteur,

Sans cap ni retour,

Nous observons la tragédie défiler,

Toi et moi.

Chaque soir

Tu apprends à m’aimer

Pour le désapprendre au matin,

Puis le réapprendre au soir.

Tu marches sur des tessons 

En apprivoisant la douleur.

Quelques charognards ramassent 

Tes lambeaux de chair —

Tu t’en moques,

Il y a plus urgent à faire.

Fuir ce calvaire et chercher la mer,

Qu’elle soit rouge, bleue ou noire.

Tu sautes dans le vide — je te suis.

Je ne sais plus où 

— je suis.

Je ramerai à contre-courant,

J’arracherai l’émail des grains de sable

Je croquerai les perséides à pleines dents.

« Où est notre demeure ? »

Dans l’écorce d’un arbre,

Entre les pages d’un livre,

Dans le sanctuaire de la mer.


Arwa BEN DHIA
Paris, le 19 juin 2025




Nosso lar 


Passeggeri di un treno senza conducente,

Senza rotta né ritorno,

Osserviamo la tragedia scorrere,

Tu ed io.

Ogni sera

Tu impari ad amarmi

Per disimpararlo al mattino,

Poi reimpararlo alla sera.

Cammini su cocci

Addomesticando il dolore.

Alcuni sciacalli raccolgono

i tuoi brandelli di carne —

Tu non ci fai caso,

C’è qualcosa di più urgente da fare.

Fuggire questo calvario e cercare il mare,

Che sia rosso, blu o nero.

Salti nel vuoto — io ti seguo.

Non so più dove

— io sono.

Remerò controcorrente,

Strapperò lo smalto ai granelli di sabbia,

Morderò le Perseidi a pieni denti.


«Dov’è la nostra dimora?»

Nella corteccia di un albero,

Tra le pagine di un libro,

Nel santuario del mare.


Arwa BEN DHIA
Paris, le 19 juin 2025


"Mare nostrum" lettura di Guido Pagliero


"Nosso lar" lettura di Guido Pagliero




1. Quale idea o quale necessità interiore l’ha avvicinata alla scrittura e continua a guidarla nel suo percorso creativo?

L’amore è sempre stato la forza trainante del mio percorso creativo e una costante fonte di ispirazione. Diverse delle mie raccolte poetiche gli sono interamente dedicate, dal mio libro d’esordio, Love in the Age of the Web (2014), fino alla mia opera più recente, A Miracle Smiles at Me Through Your Eyes (2026).

In un mondo segnato da violenza, odio e conflitti, credo che abbiamo disperatamente bisogno di più amore. L’amore, inteso nel suo senso più ampio e universale, è il valore fondamentale da cui tutti gli altri derivano e dovrebbe essere il faro che guida la nostra umanità. Come artista, considero mia responsabilità portare tenerezza attraverso le parole e promuovere bellezza e pace tra nazioni e popoli.


2. In che modo la sua esperienza personale e il suo sguardo sul mondo influenzano la voce dei suoi testi?

Naturalmente traggo ispirazione sia dalle mie esperienze personali sia dagli eventi attuali, il che dà origine a un’ampia gamma di temi nella mia poesia, tra cui esilio, femminismo, erotismo, amore, guerra e questioni ontologiche, che talvolta affronto con umorismo e sarcasmo.

Le parole, infatti, possono scuotere, ferire e scioccare, così come possono incoraggiare, deliziare e commuovere profondamente. Le uso soprattutto come mezzo di liberazione, per incanalare la mia energia traboccante, per denunciare ciò che è ingiusto e ripugnante e per cercare di confortare e ispirare gli altri. È il mio modo di amare.

Quando scriviamo, doniamo una parte di noi agli altri. Jean Cocteau lo ha espresso magnificamente quando ha detto: “Scrivere è un atto d’amore. Se non lo è, è solo scrittura.”


3. La sua poetica è spesso descritta come un dialogo tra ferita e luce: come nasce per lei questo equilibrio tra vulnerabilità e forza nella scrittura?

Ogni esperienza, gioiosa o dolorosa che sia, lascia una traccia dentro di noi, e la scrittura diventa un modo per dare voce a quella traccia. Che venga usata per guarire una ferita, esprimere un sentimento o denunciare un’ingiustizia, la scrittura rimane una forza in sé, capace di canalizzare tutte le nostre emozioni e di restituire equilibrio al nostro mondo interiore.

Credo che vulnerabilità e forza non siano opposti; sono, piuttosto, profondamente intrecciati. Gran parte della mia scrittura nasce da quello spazio in cui il dolore cerca un senso e in cui la fragilità si trasforma gradualmente in resilienza. Per me la poesia è uno spazio in cui oscurità e luce convivono. Mi permette di affrontare la sofferenza senza arrendermi ad essa, di riconoscere le ferite mentre cerco la bellezza che da esse può scaturire. In questo senso, la scrittura è al contempo un atto di esposizione e un atto di ricostruzione. Forse è proprio qui che risiede il dialogo tra ferita e luce: nella convinzione che anche le nostre cicatrici più profonde possano diventare ponti verso la bellezza, la comprensione e la pace.

La ringrazio molto per questa intervista e per il suo impegno nella promozione della cultura. Sono molto felice di condividere il mio lavoro poetico con i lettori italiani.


L’incontro con Arwa Ben Dhia restituisce la misura di una voce che porta nella scrittura un equilibrio raro tra consapevolezza, delicatezza e responsabilità artistica. 

Le sue riflessioni sull’amore, sulla parola come gesto di liberazione e sul rapporto tra fragilità e ricostruzione offrono un contributo prezioso al percorso culturale di Casa delle Arti. 

Ringraziamo Arwa per aver condiviso il suo pensiero con i lettori italiani e per la gentilezza con cui ha accompagnato questo dialogo.


A cura del progetto culturale Fondazione Casa delle Arti

Commenti

  1. Grazie ad Arwa Ben Dhia per essere stata nostra ospite e per le due poesie condivise con i lettori.
    La sua presenza arricchisce il percorso culturale del progetto e apre un dialogo prezioso tra lingue e identità poetiche.

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  2. Mare nostrum, una delle più belle poesie mai lette

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  3. Che grande poetessa, grazie infinite per avercela fatta conoscere

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