Cammineremo insieme di Veronica Tangari
Presentazione dell’autore: Veronica Tangari
Mi chiamo Veronica Tangari e sono nata a Pesaro il 7 settembre 2007. Coltivo da sempre numerose passioni, tra cui il canto, la scrittura, la lettura e la psicologia, ambiti che hanno contribuito a definire il mio percorso personale e creativo.
Ho frequentato il Liceo delle scienze umane “Laurana‑Baldi” di Urbino e mi sono iscritta alla facoltà di “Scienze e tecniche psicologiche”, con l’obiettivo di approfondire lo studio della mente umana e delle dinamiche emotive che influenzano la vita delle persone.
Il mio futuro professionale sarà quello di psicologa, e spero anche di continuare a crescere come scrittrice, unendo la narrativa alla sensibilità psicologica che da sempre mi accompagna.
Presentazione del libro: “Cammineremo insieme”
Il romanzo racconta una storia di coraggio, sacrificio e amore familiare attraverso le vicende di Elendra e Ayla, due sorelle legate da un rapporto profondo e indissolubile. La narrazione esplora le scelte difficili, le paure interiori e la forza emotiva necessaria per affrontare ciò che non si vede ma che pesa più di qualsiasi nemico esterno.
L’opera invita il lettore a riflettere sul valore della famiglia, sulla resilienza e sulla capacità di rinascere anche dopo le prove più dure, mostrando come la crescita interiore possa diventare la vera battaglia da vincere.
Sinossi
Una storia di coraggio, di determinazione e di un legame indissolubile che unisce la potente regina Elendra e la dolce Ayla, rapita inspiegabilmente. Elendra, determinata a salvarla, sarà disposta a sacrificare tutto e si troverà davanti a scelte che potrebbero costarle ciò che ha di più essenziale.
Ben presto scoprirà che il nemico più difficile da affrontare non è quello che l’attende lungo il cammino, ma la sua tempesta interiore, capace di trascinarla a fondo ogni giorno. Il romanzo esplora il peso delle decisioni, la fragilità umana e la forza emotiva necessaria per non arrendersi.
Riuscirà la forza dell’amore e della famiglia a trionfare sulle devastanti conseguenze del sacrificio e del passato? Una riflessione intensa sul coraggio, sulla paura e sulla possibilità di rinascere.
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Intervista a Veronica Tangari
1. Nei tuoi studi e nelle tue passioni emerge un forte interesse per la psicologia: in che modo questa sensibilità influisce sulla costruzione dei personaggi e dei loro conflitti interiori?
La psicologia è sempre stata una delle mie più grandi passioni, e proprio per questo motivo ho scelto di intraprendere un percorso per diventare psicologa, possibilmente in ambito ospedaliero. Mi affascina capire cosa si nasconde dietro i comportamenti delle persone, le loro paure, i loro traumi e la loro capacità di rialzarsi. Quando scrivo, non cerco personaggi perfetti: racconto persone che sbagliano, soffrono e lottano per cambiare. Credo che il vero antagonista, spesso, sia ciò che abbiamo dentro, e attraverso Elendra ho voluto rappresentare proprio questo: una donna forte agli occhi del mondo, ma costretta ad affrontare ogni giorno le proprie fragilità e i propri demoni interiori. Allo stesso tempo, ho voluto mostrare la rinascita e il ruolo fondamentale della famiglia nella guarigione interiore.
2. Nella storia di Elendra e Ayla il tema del sacrificio è centrale. Che cosa ti ha spinto a esplorare questo tema e quali riflessioni personali ci sono dietro?
Lo scopo finale del salvataggio di Elendra era mostrare fino a che punto una persona sarebbe disposta a spingersi per salvare qualcuno che ama. Il sacrificio mette in discussione ciò che siamo e ciò che riteniamo giusto, e attraverso Elendra ho voluto esplorare il peso delle decisioni difficili e il prezzo che, a volte, siamo chiamati a pagare per amore. La battaglia contro il rapitore dimostra quanto fosse disposta a rischiare la propria vita, e il romanzo mostra come quel sacrificio abbia cambiato profondamente la sua quotidianità.
3. La sinossi parla di una “tempesta interiore” più spaventosa del nemico esterno: quale parte della crescita emotiva o psicologica volevi rappresentare attraverso questo conflitto?
Volevo mostrare quanto spesso non sia il mondo esterno a far crollare l’essere umano, ma ciò che abbiamo dentro. La vera nemica di Elendra è lei stessa: quella voce interiore che ci convince di non essere abbastanza e condiziona le nostre scelte. Possiamo superare molti ostacoli esterni, ma affrontare le nostre paure è la battaglia più difficile. La crescita di Elendra nasce proprio da questo percorso: imparare che il vero coraggio non significa non avere paura, ma continuare a camminare nonostante essa, sostenuti dalle persone che ci vogliono bene.
4. Il legame tra Elendra e Ayla è il cuore della storia. Da dove nasce questa scelta narrativa e che tipo di amore volevi raccontare?
Ho scelto di raccontare il legame tra due sorelle perché desideravo mettere al centro un amore diverso da quello romantico. Ritengo che la famiglia sia la cosa più importante che abbiamo e che per essa si sarebbe disposti a tutto. Elendra non solo ha rischiato la propria vita per salvare Ayla, ma non si è mai pentita del sacrificio che l’ha lasciata paralizzata. Sono molto legata al tema dell’amore fraterno perché, essendo figlia unica, ho sempre sognato di avere una sorella da crescere, anche se non è stato possibile.
5. Guardando al tuo percorso, come immagini che la tua formazione psicologica possa dialogare con la tua scrittura nei progetti futuri?
Spero che psicologia e scrittura continuino a crescere insieme. Vorrei raccontare storie che emozionino e che invitino i lettori a riflettere su sé stessi e sulle proprie emozioni. Credo che la scrittura sia uno strumento straordinario per esplorare l’animo umano, e vorrei che ogni mio futuro romanzo unisse la narrativa a una profonda attenzione all’evoluzione interiore dei personaggi.




Grazie per aver condiviso con noi il tuo lavoro.
RispondiEliminaVeronica, colpisce la sensibilità con cui dai voce alle emozioni e ai legami familiari. La tua storia ha un’intensità che arriva subito e lascia il segno. Complimenti per questo primo passo così sentito.
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