NEO. Edizioni
NEO. Edizioni — Una casa editrice che nasce ai margini per parlare al centro
Identità della casa editrice
NEO. Edizioni nasce nel 2008 a Castel di Sangro, un piccolo centro dell’Appennino abruzzese. La collocazione geografica non è un dettaglio marginale: è parte della loro identità culturale. La casa editrice si sviluppa infatti come progetto che sceglie consapevolmente di partire dai margini, dall'Italia minore, per dialogare con il panorama nazionale.
Fondata da Angelo Biasella e Francesco Coscioni, NEO. Edizioni si definisce fin dall’inizio come una realtà indipendente che lavora sulla ricerca, sulla qualità della lingua e sulla costruzione di un catalogo coerente. Il nome “neo” è una dichiarazione di poetica: un elemento inatteso, una piccola rottura che interrompe la superficie e costringe a guardare meglio.
Linea editoriale
Il catalogo di NEO. Edizioni si muove tra narrativa, poesia, raccolte di racconti e saggistica. La loro produzione è caratterizzata da una forte attenzione alla lingua, considerata materia viva, e da un interesse costante per le voci che non cercano la comodità.
La linea editoriale si distingue per:
- una scrittura che può essere cruda, visionaria, talvolta spigolosa;
- autori che lavorano sulla memoria, sul territorio, sulle trasformazioni sociali;
- un’attenzione alle identità fragili, alle comunità periferiche, alle aree interne;
- una coerenza estetica che attraversa l’intero catalogo.
Molti dei libri pubblicati da NEO. Edizioni raccontano l’Italia dei paesi, delle montagne, delle zone di confine. Non si tratta di regionalismo, ma di una scelta di sguardo: partire da ciò che è piccolo, laterale, per interrogare ciò che è più grande. Il territorio diventa così una lente narrativa, un modo per osservare le relazioni, le comunità, le fratture. La dimensione geografica si trasforma in una prospettiva culturale.
Il Premio NEO — Narrativa e Poesia
Tra le iniziative di scouting più felici della casa editrice spicca il Premio Nazionale Neo Edizioni, dedicato a romanzi, raccolte di racconti e sillogi poetiche inedite. Il concorso sostiene autori esordienti e non, garantendo ai vincitori la pubblicazione e un regolare contratto editoriale.
Questa iniziativa, diventata oggi l'unico canale d'accesso alla casa editrice, conferma la volontà della redazione di configurarsi come veri e propri "scout letterari", mantenendo un canale di ascolto permanente con chi si affaccia alla scrittura.
Pur essendo nata in un piccolo centro, NEO. Edizioni ha costruito negli anni una presenza solida nel panorama indipendente italiano. La loro proposta editoriale è diventata riconoscibile per la cura grafica dei volumi, la selezione attenta degli autori, la continuità di una visione che non si appiattisce e la capacità di portare avanti un progetto culturale coerente nel tempo.
Intervista a NEO. Edizioni
Qual è l’aspetto del vostro lavoro editoriale che ritenete più significativo e che meglio rappresenta la vostra identità come casa editrice?
Al netto di tutte le mansioni necessarie per permettere a un manoscritto di diventare un libro cartaceo e di entrare, poi, nel circuito distributivo, l’aspetto che più ci interessa è quello della ricerca. Quello che avviene prima: il momento conoscitivo, la scoperta. Siamo degli esploratori, dei rabdomanti. Incappare in un’opera che tocca la nostra sensibilità è ancora la cosa che più ci emoziona. Dopo quasi vent’anni di vita della casa editrice, il lavoro quotidiano è diventato una sequela di operazioni meccaniche; gesti collaudati che compiamo quasi in autonomia. Una routine piuttosto noiosa, a dire il vero.
La sola cosa che sfugge a ogni tipo di previsione è la ricezione di un inedito. Lì si entra nella sfera dell’imponderabile. Quando, raramente, incappiamo in uno scritto che ci entusiasma, cadiamo in uno stato di eccitazione febbrile perché sappiamo quant’è difficile trovare autori la cui visione letteraria collima con la nostra. Quando accade, è come ricevere un dono dall’alto. La vertigine dell’incontro casuale apre a possibilità infinite, perché infinite sono le storie e infiniti i modi di raccontarle. È questo continuo anelare al futuribile la sola ragione del nostro esserci.
Come valutate una proposta che vi arriva? Quali elementi vi fanno capire che un testo ha una direzione interessante?
Già da qualche anno, purtroppo, abbiamo dovuto interrompere la ricezione dei manoscritti inviati spontaneamente. Ne avevamo in coda un numero esorbitante e ci sembrava irrispettoso verso gli autori che, giustamente, si aspettano una risposta in tempi ammissibili. Dal 2024 abbiamo indetto un premio interno alla casa editrice. In quel contesto, accettiamo, valutiamo, selezioniamo e pubblichiamo i testi che riteniamo meritevoli.
In linea di massima, quello che ci colpisce è la “voce” dell’autore. Non tanto “cosa” racconta, ma “come” lo racconta. Crediamo fortemente nell’unicità di ogni essere umano, quindi ci interessano i punti di vista particolari. Degli aspetti ordinari se ne occupano i grandi gruppi editoriali, e lo fanno in maniera abbastanza esaustiva. A noi indipendenti tocca scandagliare gli anfratti più nascosti dell’animo umano, andare fuori tracciato, intercettare sguardi laterali che le major non hanno saputo trovare o che hanno volutamente evitato di perpetuare.
Per quanto riguarda i singoli elementi che ci fanno decidere, è difficile spiegare. Sono reazioni che avvengono spesso a livello epidermico: sudorazione, salivazione, brividi. Quando c’è un sodalizio, avviene a livello fisico più che mentale.
Qual è l’errore che un autore dovrebbe evitare quando invia una proposta editoriale?
Nel nostro caso specifico, l’autore dovrebbe evitare di edulcorare. Non apprezziamo l’autocensura che l’autore mette in atto per paura di eccedere. Ci piacciono gli eccessi, ma a patto che siano plausibili. Il controllo è tutto anche nelle divagazioni più stravaganti o deliranti. Non amiamo, però, nemmeno le esagerazioni gratuite. Non ci interessa la sperimentazione pura. Per quanto una storia possa essere visionaria, per interessarci deve mantenere sempre una certa coerenza strutturale.
Per dirla con un solo aggettivo, l’opera deve essere “sincera”.
Stabilito il contesto, il plot, il background dei personaggi, l’intreccio, i rimandi, i legacci, i vari cliffhanger (se necessari), deciso dove piazzare il climax e dato adito alle possibili variabili narrative, tutto ciò che ci arriva, e che conta davvero, è la sincerità con cui l’autore riesce a raccontare ciò che si era prefissato. Sembra una prerogativa astratta ma s’intuisce facilmente quando un autore tradisce i dettami che si era imposto prima di approcciare il foglio bianco. Ecco, per entrare nel catalogo della Neo Edizioni, l’autore non deve tentennare; che siano storie estremamente caustiche o un tantino più morbide, l’autore deve sempre restare fedele a sé stesso.
NEO. Edizioni dimostra che la letteratura non ha bisogno di stare al centro per essere centrale. Basta una visione, una coerenza, una fedeltà alla propria poetica. E la capacità di riconoscere, ogni volta, quella voce che arriva come un dono inatteso.


Bell'articolo, complimenti alla scelta editoriale di NEO
RispondiEliminaQuindi quando si invia un romanzo a una casa editrice è importante capire cos'è cercano?
RispondiEliminaConoscere le linee editoriali è utile, ma ciò che conta davvero è la qualità e la
Eliminacoerenza dell’opera. Un testo autentico trova sempre il suo editore.
Il concorso è aperto a tutti?
RispondiEliminaPer i dettagli sul concorso è necessario fare riferimento al sito ufficiale di NEO. Edizioni.
Eliminahttps://www.neoedizioni.it/neo/