Le donne non dovrebbero parlarsi di Ikigai

 


Presentazione dell’autrice: Ikigai 

Ikigai è una voce narrativa che nasce da una rinascita personale. Dietro il suo pseudonimo vive un’autrice che osserva con profondità le relazioni umane, le fragilità, le cadute e le ripartenze. La sua scrittura è intima, empatica, capace di trasformare esperienze difficili in consapevolezza.

Docente di scuola superiore e universitaria, porta nella pagina la stessa attenzione che dedica ai suoi studenti: ascolto, cura, autenticità. Laureata in Psicologia, intreccia nei suoi testi un forte interesse per le dinamiche emotive e sociali, raccontando donne che imparano a parlarsi, a riconoscersi e a sostenersi.

Con il suo percorso indipendente, Ikigai costruisce un rapporto diretto con i lettori, offrendo storie che diventano specchi, rifugi e possibilità di rinascita.


Libro presentato: “Le donne non dovrebbero parlarsi mai”

Un titolo provocatorio che si ribalta pagina dopo pagina. Il libro racconta incontri, confessioni, silenzi condivisi e legami che nascono quando le donne scelgono di ascoltarsi davvero. È un viaggio nell’universo femminile fatto di rinascite, sfide quotidiane, relazioni che cambiano e fragilità che diventano forza.

Una narrazione che invita a guardare dentro, a riconoscere la propria voce e a scoprire che, quando le donne si parlano senza giudizio, non sono mai sole.


Sinossi del libro

Le donne non dovrebbero parlarsi mai è un titolo provocatorio che viene smentito pagina dopo pagina. Attraverso dialoghi autentici, confessioni, sorrisi e silenzi condivisi, il libro racconta l'incontro tra donne che scelgono di ascoltarsi invece di giudicarsi.

Sono storie di rinascita, di sfide quotidiane, di relazioni personali che si trasformano, di cadute e ripartenze. Racconti che nascono dalla pancia e arrivano al cuore, dove le emozioni diventano forza, la fragilità si trasforma in coraggio e la condivisione diventa cura.

Un viaggio intenso nell'universo femminile, dove ogni voce trova spazio e ogni esperienza può diventare un aiuto per un'altra donna. Perché, in fondo, quando le donne si parlano davvero, scoprono di non essere mai sole.


Social dell’autrice

Ikigai e i suoi pensieri (Facebook)


Intervista – 5 domande a Ikigai

1. Il titolo è provocatorio e allo stesso tempo liberatorio. Quando hai capito che “le donne dovrebbero parlarsi” era la chiave del tuo libro?

Ho capito che era il titolo giusto una sera, parlando con una cara amica. Ci siamo rese conto che quella frase rappresentava un paradosso perfetto: per troppo tempo alle donne è stato insegnato a competere o a tacere le proprie fragilità. Spesso non ci si confrontava nemmeno tra amiche, per paura di giudizi o sentenze inopportune.

Ma in realtà, è proprio quando iniziano a parlarsi davvero, senza giudizio e senza maschere, che nasce qualcosa di straordinario: la possibilità di riconoscersi e di rinascere. Quel titolo provoca perché sembra affermare una distanza, ma in realtà invita a fare esattamente il contrario.

2. Nei tuoi racconti la condivisione diventa cura. Quanto è difficile, oggi, per le donne imparare ad ascoltarsi davvero?

Credo che sia una delle sfide più importanti del nostro tempo. Viviamo in una società che ci chiede continuamente di essere perfette, veloci e forti, lasciando poco spazio all'ascolto autentico. Ascoltarsi significa rallentare, accogliere la vulnerabilità e concedersi il diritto di essere imperfette.

Quando una donna racconta la propria storia e un'altra la ascolta senza giudicarla, si crea uno spazio di cura reciproca. È proprio da quella condivisione che spesso nasce la forza di ricominciare. Io dico sempre che il caffè con un'amica è uno dei primi “farmaci salvavita”.

3. Il nome Ikigai nasce da una rinascita personale. In che modo la scrittura ti ha aiutata a trasformare le difficoltà in consapevolezza?

La scrittura è stata il mio modo di dare un senso alle esperienze più difficili. Mettere nero su bianco emozioni, paure e ferite mi ha permesso di guardarle con occhi nuovi e di trasformarle in occasioni di crescita. Attraversando momenti davvero intensi negli ultimi anni, ho deciso attraverso la scrittura di dare voce a ciò che avevo interiormente.

L'Ikigai, che richiama il concetto giapponese di “ragione di vivere”, rappresenta proprio questo percorso: trovare un significato anche nei momenti più complessi. Scrivere mi ha insegnato che ogni caduta può diventare una rinascita e che la consapevolezza nasce quando scegliamo di non nascondere più la nostra verità.

4. Le tue protagoniste vivono relazioni che cambiano, cadute e ripartenze. C’è un personaggio che senti più vicino alla tua esperienza?

Il personaggio che sento più vicino è il personaggio che chiude il libro, il capitolo dell'epilogo dal titolo: un giorno, siediti e... quel caffè prendilo con te stessa. Non ha un nome, è una donna comune, potrebbe essere chiunque, potrei essere io stessa. È un capitolo autobiografico, perché per certi versi è tratto dalla mia esperienza personale.

Questo personaggio ad un certo punto della sua vita decide di chiacchierare con sé stessa, decide di voler dare una svolta positiva, di perdonarsi e di prendersi cura di sé. Questa volta lei non dà consigli agli altri, semplicemente decide di prendersi per mano e di provare quella vicinanza emotiva che è stata sempre capace di dare agli altri, decide di ripartire da cose semplici che però le diano quelle piccole gioie di cui lei ha bisogno.

5. Se dovessi lasciare una sola frase al lettore dopo la lettura del libro, quale sarebbe?

Tantissime sono le frasi che questo libro alla fine è in grado di lasciare al lettore, tantissimi sono i pensieri che può fare scaturire. Dovendone scegliere una sicuramente sarebbe: “devi volerti più bene”.

La frase è un invito a dare più valore a sé stessi e al proprio benessere. Chi la pronuncia sta suggerendo che, in qualche modo, la persona si stia trascurando, stia accettando situazioni che la fanno soffrire oppure metta continuamente i bisogni degli altri davanti ai propri.

Ciò che attraverso questa frase, come autrice, voglio che resti al lettore è: riconoscere il proprio valore e agire in modo da proteggere la propria salute emotiva e il proprio equilibrio, senza sentirsi in colpa per questo.


Lettura di Guido Pagliero


Presentazione a cura di - Progetto culturale Fondazione Casa delle Arti 




Commenti

  1. Un testo che si apre con naturalezza e invita a fermarsi un momento.
    Grazie per questo contributo.

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