Mostra pittorica di Simona Nita


Simona Nita

Simona Nita nasce nel 1973 in un piccolo paese vicino al Mar Nero.
Da vent’anni lavora a stretto contatto con la fragilità umana, oggi nel reparto di Oncologia dell’Ospedale di Alessandria.
Nel 2013, in un periodo segnato da una separazione e dall’arrivo degli attacchi di panico, scopre la pittura come forma di cura personale. Da allora l’arte diventa un luogo di ascolto e di trasformazione. Negli ultimi anni ha approfondito le sue tecniche, sperimentando materiali come il gesso e l’argilla.
Dal 20 gennaio al 20 febbraio esporrà per la prima volta le sue opere al Museo della Gambarina di Alessandria.
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In questa sala raccogliamo una serie di opere che dialogano tra materia, colore e movimento.
Ogni quadro è un frammento di una ricerca più ampia: ciò che emerge, ciò che si nasconde, ciò che resiste. Ci sono immagini che chiedono di essere ascoltate. Vivono come respiri, come superfici che si muovono, come colori che provano a dire qualcosa. Ogni quadro è un piccolo varco: un luogo dove la materia si apre, dove il silenzio prende forma, dove il colore costruisce una memoria. Un percorso che accompagna. Fa spazio e lascia emergere ciò che cerca forma.

“Sotto la superficie”

Là dove la materia si increspa, la luce si ricorda di esistere.

Un fondale che non smette di muoversi, anche quando tutto sembra fermo.


“Il giardino delle cose perdute”

Ogni petalo è un ricordo che torna.

Ogni rosso è un passo che non abbiamo smesso di fare.


“Là dove il metallo respira”

Un soffio nascosto tra le pieghe della superficie.

La forma continua a cercare un varco.


“Fiorire nel freddo”

Il metallo trattiene il gelo, ma il viola insiste.

Ogni petalo è un gesto di resistenza dolce.


“La quiete degli occhi profondi”

La luce scivola sulle ombre

e trova un varco negli occhi.


“Oro che sostiene il silenzio”

Petali che sembrano morbidi,

ma custodiscono una resistenza antica.


“Il centro che si apre”

Ogni colore è un impulso,

ogni cerchio un respiro che si allarga.


“Sotto la pelle del colore”

Una presenza che affiora appena,

come un pensiero che non si lascia dire.


Intervista all’artista

1. Come scegli i colori quando inizi un quadro?
I colori arrivano come un impulso, senza alcuna programmazione. Non li scelgo davvero: si presentano da soli, uno dopo l’altro, in un fluire continuo che mi guida.

2. Che cosa ti piace raccontare con i volti che dipingi?
Nei volti cerco ciò che non riesco a dire con le parole: stati d’animo, emozioni trattenute, silenzi che chiedono di essere ascoltati.

3. Quando dipingi fiori o natura, cosa senti dentro di te?
Quando dipingo fiori o paesaggi, mi lascio andare completamente. Mi perdo dentro ciò che vedo, entro nel suo ritmo, dialogo con la natura come se fosse una presenza viva.

4. Ti piace lavorare con molta materia sulla tela?
Sì, mi piace lavorare con la materia. Mi piace sentirla sotto le dita, vedere come costruisce lo spazio, come dà corpo alle emozioni.

5. Qual è il momento più bello per te quando dipingi?
Il momento più bello è tutto: dall’inizio alla fine. Non programmando nulla, ogni passaggio diventa una sorpresa.


Mostra curata da Progetto culturale Fondazione Casa delle Arti.
Direzione editoriale: Deborah Cappagli

Commenti

  1. Complimenti per la tua arte.
    È stato un piacere ospitarti.

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  2. Le opere esposte mostrano una sensibilità artistica autentica e una ricerca espressiva di grande finezza.
    È stato un piacere accoglierle nel nostro progetto culturale.

    RispondiElimina

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